Il settore immobiliare italiano mostra segnali di ripresa, sebbene alcune difficoltà strutturali continuino a influenzarne le dinamiche. Secondo il 3° Osservatorio sul Mercato Immobiliare 2024 di Nomisma, le compravendite stanno aumentando, ma i prezzi subiscono una lieve flessione, in particolare in mercati chiave come Milano.
I fattori che sostengono il settore
Nomisma sottolinea che la ripresa è sostenuta da due elementi principali: la stabilità dei redditi familiari e un allentamento delle condizioni di accesso al credito. Permane però una certa incertezza sul fronte del mercato del lavoro, che potrebbe incidere sulla capacità di spesa delle famiglie. Nonostante il contesto non proprio roseo, aumentano le intenzioni di acquisto e le transazioni.
Prezzi in “pausa” e differenze territoriali
Dopo anni di crescita, i prezzi delle abitazioni hanno registrato una pausa, stabilizzandosi sui livelli del primo semestre 2024. In alcune città, come Milano, si osserva una flessione del -1,5% su base semestrale, seguita da Bari, Roma, Torino e Venezia Laguna. Nomisma interpreta il calo milanese non come un segnale di debolezza generale, ma come un necessario assestamento dopo un periodo di forte crescita. Su base annua, i prezzi per le abitazioni in ottime condizioni sono comunque aumentati dell’1,7%, mentre quelle in buono stato hanno registrato un +1,5%.
Il trend delle locazioni
La domanda di locazioni, motivata dall’impossibilità di molti di accedere all’acquisto, produce un aumento dei canoni, che crescono mediamente oltre il 3% annuo. Milano e Roma guidano il trend, con incrementi rispettivamente del +3,2% e del +4,7%. Molte famiglie, in assenza di adeguate politiche abitative, si trovano costrette a scegliere l’affitto come unica soluzione praticabile. La percentuale di famiglie che opta per la locazione è salita dal 56% del 2023 al 59,3% nel 2024.
Tempi di vendita
I tempi medi per vendere un’abitazione si attestano sui 5 mesi, con Genova che registra le tempistiche più lunghe (5,5 mesi) e Milano quelle più rapide (4 mesi). Sul fronte delle locazioni, i tempi si sono ridotti a meno di 2 mesi, indicato un mercato dinamico.
Le prospettive per il futuro
Nonostante il miglioramento complessivo, il settore immobiliare italiano paga gli effetti di alcuni nodi strutturali ancora irrisolti, in particolare l’accesso al credito e l’assenza di politiche adeguate. Questi fattori continuano a limitare le prospettive di crescita del mercato, pur lasciando intravedere un possibile consolidamento della ripresa nei prossimi anni.