Le email rappresentano una parte fondamentale della comunicazione professionale, ma spesso il loro utilizzo può generare ansia e addirittura stress.
Una ricerca condotta da Babbel in collaborazione con l’istituto OnePoll ha esplorato il fenomeno dell’email anxiety, analizzando il suo impatto sul benessere mentale e sul comportamento delle persone nel mondo del lavoro.
Email anxiety: i dati degli Statu Uniti
La ricerca, svolta negli Stati Uniti, ha rivelato che il 60% dei lavoratori considera il volume di email ricevute un fattore di stress significativo. Un dato impressionante mostra che il 18% degli intervistati ha più di 1.000 email di lavoro non lette, mentre 1 persona su 100 ne accumula oltre 50.000. Questo fenomeno colpisce in modo particolare la Generazione Z, con il 36% degli impiegati tra i 18 e i 24 anni che dichiara di avere circa 1.000 email non lette.
Non sorprende che molti lavoratori (39%) sperino di ricevere meno email in futuro, mentre il 25% preferirebbe un incremento, segno di una maggiore propensione per questa modalità di comunicazione rispetto ad altri strumenti, come le telefonate. Tuttavia, la procrastinazione nell’apertura delle email contribuisce ulteriormente al problema, alimentando un senso di sovraccarico.
Sì alla forma e alla buona educazione, no agli errori
Le email, per la loro natura permanente, possono avere un impatto negativo sulla carriera: il 28% degli intervistati ritiene che almeno un’email inviata abbia avuto ripercussioni spiacevoli. Quasi il 90% ammette di essersi pentito del contenuto di un’email subito dopo l’invio, un dato particolarmente diffuso tra i giovani professionisti.
Gli errori di battitura nelle email sono giudicati severamente dal 48% degli intervistati, mentre il linguaggio utilizzato risulta spesso più formale rispetto a quello quotidiano. Inoltre, firme ed email automatiche, come i messaggi “out of office”, possono provocare fastidio: il 33% degli intervistati lo ha provata almeno una volta, con una percentuale più alta tra i giovani.
Come si evolve il galateo digitale
L’ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro ha provocato un cambiamento nel linguaggio delle email. Più della metà degli intervistati ritiene appropriato l’uso delle emoji nelle email aziendali, a dimostrazione di una progressiva contaminazione tra comunicazione formale e informale.
Esteban Touma, esperto di Babbel, sottolinea come l’evoluzione tecnologica e sociale stia ridefinendo il modo in cui comunichiamo, anche sul lavoro.