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Giovani imprenditori: solo 1 su 3 ha ereditato l’azienda

È quanto emerge dall’indagine promossa da CNA Giovani Imprenditori: in Italia, solo un imprenditore under 40 su tre ha ereditato l’azienda ‘di famiglia’. Il 32% gestisce infatti imprese ereditate/donate da familiari, proponendosi di rinnovare l’impegno delle generazioni precedenti.
Quasi il 60% degli intervistati è comunque figlio di imprenditori, mentre il 41,2% afferma di essere imprenditore di prima generazione, e il 61,3% ha avviato l’impresa in prima persona.

Sono dati che confermano come la grande maggioranza degli intervistati abbia fatto dell’imprenditoria una scelta di vita, con l’obiettivo di sviluppare un progetto originale. Numeri che evidenziano il desiderio diffuso di fare impresa da parte dei giovani, ma al contempo sottolineano  gli effetti negativi dell’inverno demografico.

“Fare impresa” richiede un adeguato bagaglio culturale 

Nonostante la giovane età, gli imprenditori under 40 del campione CNA sono stati in grado di strutturare la loro attività. Il 15,5% ha infatti un dipendente e il 46,5% del totale indica di averne un numero compreso tra 2 e 10.

Questi dati sembrano smentire il luogo comune secondo cui in Italia le imprese giovani sarebbero costituite per lo più da giovani professionisti free lance.
Circa il 35% degli under 40 ha conseguito una laurea (magistrale o triennale), una quota superiore rispetto alle classi di età più anziane, il che chiarisce quanto negli anni più recenti, caratterizzati da incertezza persistente e rapido mutamento delle tecnologie, il ‘fare impresa’ sia una attività che non concede alcuno spazio all’improvvisazione. Al contrario, richiede un bagaglio culturale adeguato.

Ma l’esperienza sul campo è fondamentale

Tuttavia il 45% degli under40 ritiene che il percorso scolastico conti poco o nulla nell’attività imprenditoriale. Per i giovani imprenditori risulta comunque fondamentale anche l’esperienza acquisita sul campo. Il 57% dichiara infatti di avere acquisito le competenze necessarie per l’attività di impresa mediante l’attività lavorativa svolta precedentemente presso altre imprese.

Il 73% poi ha avviato l’attività grazie a un patrimonio iniziale rappresentato da mezzi propri (46,9%) o da risorse di famiglia (26,9%). Solo il 17,3% ha avviato il progetto imprenditoriale potendo contare in via prevalente sul credito bancario, ma oltre l’86% non ha utilizzato incentivi pubblici per avviare l’attività.

Una scelta che deriva dalla volontà di realizzare le proprie aspirazioni

La maggior parte di chi non può contare su risorse proprie o di famiglia ha dovuto abbandonare l’idea di mettersi in proprio.
Inoltre, riporta Italpress, solo il 5,6% ammette di avere scelto la via dell’imprenditoria per mancanza di opportunità alternative. Al contrario, per il 42% la scelta imprenditoriale deriva dalla volontà di realizzare le proprie aspirazioni (31,7%) o di migliorare la propria condizione economica (10,2%).

Dall’indagine emerge poi che a partire dal 2004, anno in cui è cessato il regime di neutralità fiscale per le cessioni di impresa, il numero di imprese già esistenti acquistate sul mercato si è dimezzato. Ad oggi solo il 6,6% degli under40 ha acquistato l’impresa sul mercato.