Arriva qualche buona notizia sul fronte dell’economia italiana, dopo mesi difficili. A marzo 2025 l’industria nazionale ha fatto registrare un leggero miglioramento. I dati pubblicati dall’Istat indicano un aumento dello 0,1% della produzione industriale rispetto al mese precedente, al netto della stagionalità.
Una variazione contenuta, ma che rappresenta un piccolo passo in avanti, soprattutto se si considera che nel primo trimestre dell’anno il comparto ha segnato una crescita complessiva dello 0,4% rispetto all’ultimo trimestre del 2024. È il primo dato trimestrale positivo da quasi tre anni, un segnale che potrebbe indicare un’inversione di tendenza.
Beni strumentali e intermedi in rialzo, consumi in calo
L’analisi dei singoli comparti produttivi mostra un andamento disomogeneo. Crescono in particolare i beni strumentali, che segnano un aumento del 2,2%, e i beni intermedi, in salita dell’1,1%.
Al contrario, si registra una flessione nei beni di consumo, in calo dell’1,3%, e soprattutto nel comparto energetico, che perde l’1,9%. Questi dati riflettono un contesto ancora instabile, dove alcuni settori trainano la ripresa mentre altri faticano a tenere il passo.
Produzione ancora giù rispetto al 2024
Nonostante i segnali positivi sul fronte mensile, il confronto con l’anno precedente è meno incoraggiante. A marzo 2025 la produzione industriale è diminuita dell’1,8% rispetto allo stesso mese del 2024, considerando l’uguaglianza dei giorni lavorativi.
Solo il settore dell’energia mostra un andamento positivo, con un incremento del 4,5%. Tutti gli altri principali raggruppamenti industriali – dai beni di consumo a quelli strumentali – segnano invece un calo.
Differenze fra comparto: chi cresce e chi no
Tra i comparti che hanno registrato una crescita tendenziale spiccano la fornitura di energia elettrica, gas e vapore, con un notevole +12,2%, e la produzione di apparecchiature elettriche, in salita del 5,1%. Positive anche le performance delle industrie manifatturiere non classificate altrove.
Sul versante opposto, si segnala il forte calo nella fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (-17,2%), nel settore tessile e dell’abbigliamento (-12%) e nella produzione di mezzi di trasporto (-8,3%).
La ripartenza resta fragile
Il lieve aumento di marzo non basta per parlare di una ripresa strutturale, ma rappresenta comunque un segnale da non sottovalutare.
La tenuta di alcuni comparti e il recupero trimestrale offrono una base su cui costruire un rilancio, che tuttavia richiederà conferme nei mesi a venire. Non resta che aspettare per verificare se il trend in positivo, come tutti ci auguriamo, continuerà.