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L ribadisce di produrre sia in Italia (in quantit limitate) sia in Europa, “nei luoghi deputati a sostenere la produzione di ingenti volumi con elevato know how tecnico che garantisca la migliore qualit riconosciuta a Moncler dai consumatori”. Quindi “Moncler non ha mai spostato la produzione come afferma il servizio, visto che da sempre produce anche in Est Europa. In Italia ha mantenuto collaborazioni efficienti con i migliori laboratori”..

accaduto per la generazione x e per la Net Generation, e accade ora anche per quella che Federico Capeci, direttore generale di Duepuntozero Research del gruppo DOXA, nel suo ultimo libro chiama Generazione 2.0 (Franco Angeli): 8 milioni di ragazzi che sono stati adolescenti in un momento preciso nella cronologia tecnologica, quando cioè blog, forum, social network, wiki e siti di condivisione video o foto hanno iniziato la loro inarrestabile crescita, che ancora oggi è in atto. Sono quelli che sono nati tra il 1984 e il 1996, soggetti “inondati dal Web 2.0 in un momento fondamentale della propria crescita individuale e sociale, cioè tra l’adolescenza e gli anni dell’università. Ma anche soggetti “inondati” da una valanga di stereotipi, dalla mancanza di valori all’individualismo sfrenato, fino alla “generazione perduta” di montiana memoria.

Le grandi sfilate di moda si chiudono con la Paris Fashion Week: dopo New York, Londra e Milano, Parigi diventa protagonista e sfondo delle collezioni Primavera/Estate 2018 dei più grandi marchi internazionali di haute couture. La settimana di moda parigina comincia lunedì 25 settembre e terminerà martedì 3 ottobre, per nove giorni all’insegna del glamour e del look. Durante la Fashion Week, le strade di Parigi si popolano di modelle, di stilisti, di fotografi, di fashion blogger, influencer, giornalisti e le tante celebrities che ruotano attorno al mondo della moda e del look.

Il debutto che ci piace: Mario Dice ha presentato il suo uomo apparentemente “pop”, che pu scatenarsi sulle note rock pi acute dei Ramones, il gruppo americano che ha ispirato la collezione raffinata, apparentemente semplice, in realt attentamente studiata, cucita addosso a un uomo contemporaneo. Capi sartoriali, come nel caso dei pantaloni classici di gabardin di lana che si arricchiscono di dettagli colorati in un gioco di “vedo non vedo”; del giaccone che all’occorrenza diventa un comodo caban e della giacca che si impreziosisce con i bottoni simili a piccoli lingotti di oro. Giacche in seta cachemire o in lana cachemire, pantaloni rovesciati e in velluto neoprene, camicie pliss L’uomo di Mario Dice gioca con le tute in nappa leggerissima o le felpe in cavallino (anche versione termosaldate e laserate in 3D con stampe animalier e geometriche usate anche per il jeans).

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