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Moncler Tweed Down Jacket


Stand gigante quello di Safilo che, accanto alle griffe in licenza come Dior, Gucci, Marc Jacobs e Bottega Veneta, ha presentato le nuove collezioni di Polaroid, nel portafoglio del gruppo guidato da Roberto Vedovotto da fine 2011, e di Carrera. Per quest’ultimo, Safilo, che ha chiuso il 2012 a quota 1,18 miliardi di euro (+7%), ma con un utile netto con il segno negativo ( 7%), ha organizzato Carrera Ignition Night 1, un evento fuori dai padiglioni di Mido che ha tracciato il nuovo corso dello storico brand. Negli spazi post industriali della Fabbrica del Vapore a Milano, una speciale installazione ha permesso agli ospiti di ripercorrere le tappe principali della storia del marchio, dalla nascita, nel 1956, legata alla leggendaria corsa automobilistica Carrera Panamerican, fino ai giorni nostri.

Se volete delle ciglia volumizzate ma non volete o non potete spendere 30 euro per un mascara questa è la soluzione che fa per voi. Si tratta del mascara più venduto della marca Essence e si chiama I Love Extreme, un prodotto pensato soltanto per dare volume alle nostre ciglia. Il prezzo è ridicolo poichè è 3,29 (esatto: tre euro e ventinove centesimi) per un prodotto che ha fatto e continua a fare innamorare migliaia di donne.

I settori che crescono maggiormente? Editoria (dal 4 al 7 per cento), informatica (dal 7,5 al 10,5) e appunto abbigliamento (dal 2,9 a quasi il 4 per cento). Il tutto con ricadute positive anche sull’export italiano: le esportazioni valgono un quinto delle vendite da siti italiani: a farla da padrone è il settore del turismo, ma si fa largo l’abbigliamento (con circa un terzo delle vendite verso resto dell’Europa, Usa, Giappone e Russia). Non per caso, segnala Netcomm, tra le 30 importanti aziende tradizionali che nel 2014 hanno attivato un sito di e commerce, molte sono nell’abbigliamento e accessori, in cui la sensibilità nei confronti dell’e commerce è ormai particolarmente elevata.

I finanzieri lunedì pomeriggio hanno suonato al campanello dell’abitazione, trasformata in punto di vendita su appuntamento, come se fossero dei clienti habitué , e un volta dentro si sono trovati di fronte 1.200 capi di abbigliamento con oltre 800 tra etichette, sacchetti e porta abiti, anche questi abilmente contraffatti, recanti tutti le note marche, ma fasulle ovviamente. Nell’abitazione vi erano anche i clienti (quelli veri), che impacciati hanno comunque dovuto dare le proprie generalità agli uomini delle “fiamme gialle”. Secondo i quali, la merce, una volta immessa sul mercato, avrebbe fruttato al proprietario dello stock qualcosa come 100 mila euro.

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