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Moncler Knit Cap


Non si sarebbe detto, a giudicare da arredi e decorazioni della mia cameretta: a fianco della carta muta d’Italia ne era appesa una fin troppo parlante degli States, con tanto di allegoriedel Nebraska e del Wyoming, vedute di città avveniristiche, orsi grizzly, Mustang e coyote a profusione. Baton Rouge, Milwaukee e Des Moines erano per me luoghi dell’anima, veri e intangibili quanto Chieti, Biella e le altre città nostrane che non avevo mai avuto il piacere di visitare. Più in là, l’angolo della parete era presidiato dai pennant triangolari dei San Francisco 49ers e dei Pittsburgh Steelers, le mie squadre preferite di football americano; agli idoli personali Joe Montana e Franco Harris erano dedicati poster a parte.

Tornando alle Borse, a sorpresa la miglior performance l messa a segno il listino londinese ha riuscito a chiudere il 2016 sui massimi storici con un progresso del 14,4% (in valuta locale). Il tanto temuto effetto Brexit la decisione di lasciare l europea non ha colpito la Borsa londinese. Tuttavia il risultato, se calcolato in euro, ribaltato e mostra un calo di un punto e mezzo per Londra.

Milano, 13 ottobre 2012 Il colpo di fulmine sarebbe scoppiato a fine settembre, sotto il sole lussuoso di Saint Tropez. Qui Lapo Elkann stato fulminato dalla bellezza intrigante di Goga Ashkenazi, la milionaria business woman che da pochi mesi ha comprato da Matteo Marzotto e Gianni Castiglioni la maison parigina Vionnet perch ha deciso di investire nella moda e di diventare lei stessa direttore creativo del mitico brand che ha festeggiato i cento anni con un cena di gala con sfilata a Parigi. In pochi, ma ben informati, raccontano che il rampollo di casa Agnelli sarebbe stato letteralmente stregato dal fascino di Lady Goga, due figli piccoli avuti da Timur Kulibayew, genero del dittatore del Kazakistan, ricchissimo e potentissimo ministro dell e presidente del fondo sovrano Samruk Kazyna Fund.

MILANO Sono nove le offerte non vincolanti per la vendita di Grandi Stazioni Retail (55% Fs e 45% Eurostazioni, consorzio formato da Pirelli, Caltagirone, Benetton, Sncf). Di queste, due verranno scartate e i restanti 7 pretendenti si contenderanno a colpi di rilancio la concessione per gestire le maggiori stazioni italiane, e le due stazioni in Repubblica Ceca. Tra i nomi spiccano fondi Sovrani come quello del governo di Singapore (Gic) o gruppi di private equity internazionali come Carlyle (che in Italia diventato famoso grazie al rilancio di Moncler) o Bc Partners (Coin Ovs), o ancora il fondo di turnaround americano Varde o quello anglo russo Pamplona (che tempo fa aveva rilevato il 5% di Unciredit).

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