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Moncler Jas Dames Beige


Ma anche Hong Kong, Panama, Cina e India. Diverse le migliaia di pagine attraverso le quali venivano distribuiti gli articoli e i capi falsi venduti, con migliaia di visite giornaliere da altrettanti utenti. I marchi contraffatti, sia nazionali che internazionali, erano di rilievo.

Bene, bravi, bis. Avanti tutta. Ma siamo sicuri che fra le bollicine degli spumanti stappati non si nasconda qualche bollicina molto finanziaria e poco industriale? Qualche parentesi negli articoli di oggi su Moncler deve far riflettere. Il mondo di Gucci è ampio e visionario. Dalla cappa con ape gigante applicata sulla schiena al blouson college fino alla T shirt con Snoopy e Woodstock. Compaiono broccati, pellicce cow e abiti in pitone così come le ormai iconiche pantofole con pelo di pelliccia ma in tessuto fiorato o micro check.

Rimodellato e restaurato secondo il progetto dello Studio Oma e Rem Koohlaas, il Fondaco propone al piano terra le eccellenze della gastronomia made in Italy, mentre il primo piano ospita i marchi pi prestigiosi della moda, gli accessori e la gioielleria (Bulgari, Damiani, Fendi, Lanvin, Max Mara, Tiffany Co, Valentino). Il secondo piano riservato all (Cartier, Hublot, Omega, Panerai, Iwc, solo per citarne alcuni) e abbigliamento e accessori maschili (Brioni, Burberry, Ferragamo, Moncler, Zegna). Al terzo piano, infine, trova casa la cosmesi da donna e da uomo, ma anche alle calzature da donna (Aquazurra, Caovilla, Jimmy Choo, Zanotti)..

Trasforma in oro tutto ciò che tocca. Dopo che il brano Happy ha ottenuto una candidatura al premio Oscar nella categoria alla migliore canzone, il successo di Freedom è stato incoronato dal premio come miglior video agli MTV Europe Music Award. Ma Pharrell non è solo una potenza musicale.

Vicenza Da fattorino ai magazzini Coin a titolare di un’ industria di abbigliamento, la “Pepper Industries” di Martellago, che a fine anno registrerà un fatturato di 120 miliardi, un utile di 7,3 miliardi e due acquisizioni importanti: in primavera la francese Moncler, famosa per i suoi piumini, e sotto Natale la vicentina Henry Cotton’ s, marchio prestigioso che si porta dietro cento miliardi di fatturato. Un bel salto, senza dubbio, questo compiuto da Sergio Tegon, 53 anni di Mirano, veneto verace che, per non allontanarsi troppo da casa, ha creato la sede amministrativa a Trebaseleghe, la divisione maglieria a Scorzè e il magazzino centralizzato a S. Maria di Sala: raggio d’ azione, quindici chilometri.

Quest’anno, come dicevamo, la Grand Central Terminal Station ha ospitato un vero e proprio flashmob del piumino, un’idea di colonizzare per sette minuti gli interni della stazione centrale: una trovata davvero originale anche se rispetto all’anno scorso il numero di ragazzi presenti era inferiore. Motivo? Nel 2010 i modelli e le modelle erano stati disposti per tre ore su impalcature in balia di freddo e vento gelido. Curiosità: con il termine flash mob (dall’inglese flash, breve esperienza, e mob, folla) si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita per un breve periodo di tempo per poi disperdersi.

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