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Moncler Damen Winterjacke


E poco dopo, nel 1990 chiedono alla Contempo un gruppo per il Festival di Sanremo. Propone noi, perché facciamo musica commerciabile, ma io sono per la musica pura, e noi non volevamo compromessi, ma restare a fare quel che ci piaceva, divertirci con passione, e per questo rifiutiamo: mi faceva paura il lato negativo della cosa. Un no che pesa, perché se anche le cose vanno bene, non guadagni abbastanza per viverci.

A Tokyo, il Nikkei 225 ha terminato la seduta mattutina in ribasso dell dopo avere perso il 3,5% lunedi mentre a meta mattina, Seul era sotto di quasi mezzo punto ( 0,4%). Sydney, ieri chiusa per festivita perdeva l Sia Hong Kong che Shanghai hanno segnato perdite minime ( 0,1%), dopo un in lieve calo. Anche Shenzhen, in apertura conteneva le perdite allo 0,3%, dopo la chiusura in ribasso del 4,4% di ieri..

A chiudere degnamente una stagione multiforme e confusa come i giorni duri che sta vivendo l ci pensa però Miuccia Prada, che da Miu Miu si conferma regina del pastiche modaiolo. Farsi belle con quel che c è cos che la signora riassume il senso dell di jeans proletari e broccati patrizi, di camicie e boxer da uomo e abitini voluttuosi da donna, di preziosismi e occasionali ruvidità. La direzione? Non c perchè la moda non è più di moda.

Nel 1960 era sotto il 40% del pil, ci credete? Roba da primi della classe, da secchioni ante litteram, da fare arrossire persino la signora Merkel, visto che oggi il limite ‘invalicabile’ stabilito dal trattato di Maastricht del 60%, superato persino dai mangia crauti. Questa soglia rimase pi o meno costante fino agli anni Settanta per poi assestarsi al 61% del pil all’inizio del decennio degli yuppies, gli Ottanta della Milano da bere, ricordate? Poi schizz all’in su e, in men che non si dica, tocc il 119% del 1993. Primo mistero.

Era la fine degli anni 80 e ai fancazzisti in moncler smanicato e jeans a sigaretta che il mio capo definirebbe un po’ “con l’acqua in casa” (per intenderci simili a quelli di Giancarlo Kalabrugovich, il Pinodeipalazzi di Zelig), meglio conosciuti come PANINARI si affiancavano gli uomini in affari classificati come YUPPIES (vedasi anche omonimo film firmato Greggio Calà Boldi), sempre in ordine, con il loro bell’abitino perfetto, stirato ogni mattina, scarpa lucida e rolex al polso. Dimenticavo, quello che concludeva il tutto era il telefono portatile, o cellulare. Vistoso, pesante, esageratamente grosso, nero o grigio, display verde fluorescente o a catodi rossi, con un’antenna che faceva invidia a quella presente sull’Alfasud di Pasquale, il protagonista di uno dei tre episodi di Bianco, Rosso e Verdone, provocava seri danni alla salute se usato a lungo (paresi dell’avambraccio direi.) ed era per pochi.

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